Romano di Lombardia, Vediamoci… Sul Serio

Romano di Lombardia, Vediamoci… Sul Serio

Il comune di Romano di Lombardia e parco del serio organizzano “Vediamoci … sul Serio! Stelle, Musica e Teatro all’Orto Botanico 6a edizione / 2020

Inizio ore 21.15

Ingresso Libero con prenotazione presso Biblioteca Comunale di Romano 0363 982344

Gli spettacoli si terranno presso l’Orto Botanico G. Longhi nel Parco del Serio, Loc. Pascolo (parcheggio adiacente)

In caso di pioggia gli spettacoli si terranno presso il Teatro Rubini

Programmazione a cura di Chiara Bettinelli

 

A causa dell’emergenza Covid-19 e in ottemperanza alle Linee Guida indicate da Regione Lombardia, per accedere agli spettacoli è OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE al numero 0363.982344 (dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.00).

E’ necessario indossare la mascherina.

All’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea.

 

In caso di maltempo gli spettacoli si terranno presso il teatro della Fondazione Rubini. 

 

La terribile pandemia da Covid19 ha sconvolto il nostro modo di vivere, abbiamo dovuto attuare un rapido cambio di passo, ci è stato chiesto di interrompere le nostre abitudini, di fermarci, di “non fare”.  

Oggi, seppure con molte cautele, possiamo provare a ripartire cercando di capire meglio le sfide che questo tempo ci pone.

Il Comune di Romano di Lombardia e il Parco del Serio, certi che il teatro possa essere un valido strumento per ripristinare un ideale contatto sociale per troppo tempo sacrificato, propongono alla cittadinanza tre serate estive all’orto botanico, un ambiente che permette un adeguato distanziamento, all’aria aperta ed immerso nelle bellezze naturali del nostro Parco.

La natura ci aiuterà a colorare di speranza la nostra estate.

 

Parco del Serio e Amministrazione Comunale

 

Venerdì 3 luglio

 

Amare Acque Dolci

 

con FRANCESCA BENI, VITTORIO DI MAURO, GIULIANO GARIBOLDI,

MARCO GAVAZZENI

 

collaborazione artistica ROBERTO CORONA

scenografie SERENELLA ANGELONI CORTESI !

scritto e diretto da FABIO COMANA

Compagnia Erbamil

 

L‘acqua è tutt‘altro che un bene inesauribile e non soltanto nelle zone più aride del pianeta. Nel 2050, se non cambieranno le abitudini, non ci sarà più acqua a sufficienza per tutti.

E c‘è qualcuno che già si preoccupa di trasformare il problema in business….

L’acqua! Quante cose si possono dire dell’acqua? Quattro attori in un simpatico gioco di teatro nel teatro tentano goffamente di affrontare un tema vastissimo ed importante, che comincia ad essere urgente. Ciascuno di loro propone un diverso punto di vista: chi uno sguardo romantico e “new age”, chi si perde filosofando nel mare dei simboli, chi si appassiona alla politica…

 La spunta dapprima il più scientifico dei quattro che, con atteggiamento autoironico da conduttore di documentari, ci conduce attraverso dati e statistiche, seguito dagli altri che si prestano a rappresentare le esilaranti vicende di una tipica famigliola italiana contemporanea: padre, madre e figlio unico. Ma nel

finale il discorso si riapre al mondo intero, con una metafora dei possibili conflitti originati dall’iniqua distribuzione dell’acqua e un divertente quanto evocativo percorso fra le diverse culture.

Nello stile di Erbamil si ride per pensare, unendo l’impegno ecologico al piacere di divertirsi. I trucchi e i giochi d’acqua aggiungono un tocco di magia e sorpresa alla comicità degli attori e alla suggestione delle musiche.

 

Venerdì 10 luglio

Zanna Bianca, della natura selvaggia

di Francesco Niccolini
liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London

regia Francesco Niccolini e Luigi D’Elia con Luigi D’Elia
scene costruite da Luigi D’Elia
luci Paolo Mongelli

distribuzione Francesca Vetrano
una produzione INTI con il sostegno della Residenza artistica di Novoli

in collaborazione con deSidera Teatro

Ti supplico di lasciar libera ogni cosa, come io ho lasciato libera ogni cosa. Chiunque tu sia, tu che mi tieni in mano adesso, lasciami
e parti per la tua strada.

Walt Whitman

L’amore non addomestica.

Sui muri di Napoli

 

Nel grande Nord, al centro di un silenzio bianco e sconfinato, una lupa con chiazze di pelo color rosso cannella sul capo e una lunga striscia bianca sul petto, ha trovato la tana migliore dove far nascere i suoi cuccioli. Tra questi un batuffolo di pelo che presto diventerà il lupo più famoso di tutti i tempi: Zanna Bianca.

Questo è uno spettacolo che ha gli occhi di un lupo, da quando cucciolo per la prima volta scopre il mondo fuori dalla tana a quando fa esperienza della vita, della morte, della notte, dell’uomo, fino all’incontro più strano e misterioso: un ululato sconosciuto, nella notte. E da lì non si torna più indietro.

I lupi sono uniti da un sottile legame con la foresta che attraversano: le loro pellicce raccolgono e trasportano i semi caduti dagli alberi, disperdendoli efficacemente lungo la pista, a chilometri di distanza. Il più celebre di tutti i lupi, non c’è dubbio è White Fang, in Italia meglio conosciuto come Zanna Bianca.
Ma forse non tutti ricordano che Zanna Bianca è un incrocio: un po’ lupo e un po’ cane. Più lupo che cane. E gli incroci, quelli che con disprezzo chiamiamo “bastardi”, sono gli animali migliori, perché spesso prendono i pregi di una razza e dell’altra. 

 

 

Venerdì 17 luglio

TERRA MIA

Con Matilde Facheris e Alberto Salvi

Musiche dal vivo Stefano Armati e Luigi Suardi

Nella tradizione ellenica gli elementi sono quattro: l’acqua, la terra, il fuoco e l’aria. Rappresentano, nella filosofia greca, nell’aritmetica, nella geometria, nella medicina, nella psicologia, nell’alchimia, nella chimica, nell’astrologia e nella religione, i regni del cosmo, in cui tutte le cose esistono e consistono. In un susseguirsi antologico di frammenti narrativi e musicali che alternano spaccati divertenti di vita reale ad altri suggestivi e commoventi e dai tratti poetici, Terra Mia è il risultato dell’incrocio tra musica e parola, dove la terra assume significati diversi e trasversali, passando dalla terra intesa come mèta, obiettivo, nuovo inizio, alla terra
intesa come luogo di provenienza, appartenenza, radicamento. E in mezzo c’è l’elemento naturale, quella “Terra” che è simbolo incarnato di maternità, fecondità e vita.