Profilo storico

 

Origini

Si può ipotizzare che i primi nuclei abitativi si insediarono sul territorio bergamasco nel II-III millennio a.C. Questi primi nuclei erano probabilmente costituiti da popolazioni di Celto-Liguri formate attraverso la penetrazione di genti provenienti dalle regioni del Reno e del Danubio. Di origine celtica è il comune di Calcinate, risalente al III secolo a.C.

I romani

I Romani conquistarono il territorio bergamasco nel II secolo a.C. (197 a.C.) facendone un distretto posto ai confini del proprio impero e ne sancirono l’importanza sia strategica che commerciale.

Nelle campagne venne posta in atto la “centuriazione”, ossia la trasformazione di vasti territori in poderi di eguale estensione, disposti a scacchiera. La presenza del dominio romano è stata rintracciata in molti comuni della bassa bergamasca; nei toponimi, con resti archeologici e con le tracce della centuriazione.

Di origine romana sono: Antegnate, Calcio, Cavernago, Cividate, Cortenuova, Ghisalba, Mornico al Serio, Palosco, Telgate, Torre Pallavicina.

Il medioevo

Invasioni barbariche e longobardi

Il disfacimento dell’impero romano avviò il periodo delle invasioni  barbariche, dapprima Visigoti ed Unni, poi Alemanni ed Ostrogoti, e successivamente i Longobardi di Alboino, che nel 568-69 calarono sul nostro territorio, dove s’insediarono in modo capillare. Bergamo divenne così sede di uno dei più importanti ducati del Regno nel nord d’Italia.

I Longobardi riorganizzarono il territorio cittadino nel sistema curtense, cioè la divisione in curtis, introducendo un elemento nuovo e di futura lunghissima durata nella dinamica trasformativa della città e del territorio campano circostante.

Periodo comunale

Tra XI e XII secolo, le campagne della bassa bergamasca approfittarono della favorevole contingenza espansiva dell’economia lombarda e goderono di una marcata fase di crescita, venendo a formare quelle strutture di produzione e a plasmare quei tratti tipici del paesaggio rurale destinati a perdurare più o meno immutati fino a un recente passato. La storia politica del comune di Bergamo e delle numerose comunità del territorio si qualifica in definitiva come l’erogazione progressiva di un nuovo modo di governarsi e di vivere in società.

Il periodo comunale però vide Bergamo e i paesi della bassa bergamasca al centro di numerose dispute tra le opposte fazioni guelfe e ghibelline, che spesso degeneravano in cruenti scontri: a tal riguardo sorsero numerose fortificazioni difensive in tutti i territori comunali.

I territori della bassa bergamasca orientale sono stati anche palcoscenico di numerose battaglie, come la famosa battaglia di Cortenuova, tra Federico II e la Lega lombarda.

Di origine longobarda sono i comuni di Fara Olivana, Martinengo e Pumenengo.

Di epoca carolingia è invece il comune di Barbata.

Romano di Lombardia è di epoca comunale.

 L’epoca moderna

I territori della bassa bergamasca orientale che si trovavano nelle terre di confine, furono sottomessi a Milano e a Venezia, tra la pace di Ferrara del 1428 e quella di Lodi del 1454. Siccome questi borghi, tutti dotati di castelli di una certa importanza, risultavano strategici per la difesa sia della terraferma veneziana che di Milano, essi ricevevano un trattamento privilegiato, rispetto al resto del territorio, potendosi rapportare direttamente col Doge o col Duca, senza passare attraverso gli istituti locali, di tradizione comunale. Così Romano e Martinengo, per ogni affare si rivolgevano al potere centrale, e godevano di notevoli esenzioni e favori da parte del principe. Ne derivò, naturalmente, un certo, moderato, splendore locale, oltre che un discreto senso di appartenenza e di indipendenza di quelle comunità rurali. Oggi si possono osservare gli effetti di questa peculiare posizione giuridica, visitando i castelli che sorgono nei centri storici di queste cittadine.

La dominazione veneta durò fino al 1797, anno nel quale vi subentrò la Repubblica Cisalpina.

Con la promulgazione nel luglio del 1797 della costituzione della prima Repubblica Cisalpina, termina l’esperienza di autogoverno cittadino (Repubblica Bergamasca) e Bergamo, in qualità di capoluogo del dipartimento del Serio, viene a dipendere dal potere centrale milanese.

Nel 1798 viene annessa al dipartimento del Serio la Gera d’Adda e la Calciana.

Con il Congresso di Vienna, nel 1815, fu ripristinata la dominazione austriaca che pose in essere nuove strutture amministrative le quali tuttavia non si discostavano, riguardo alla suddivisione territoriale, dall’assetto maturato nel secoli, quasi di compromesso tra le imposizioni geografiche, le tradizioni storiche e le nuove esigenze amministrative.

L’ultimo avvicendamento avvenne nel 1859 quando la provincia bergamasca entrò a fare parte del Regno d’Italia. Da quel momento i comuni della bassa bergamasca hanno visto una progressiva trasformazione del proprio territorio, da prevalentemente rurale a piccoli e medi centri industriali.