Martinengo

Il borgo di Martinengo, fondato dai Longobardi, raggiunge il suo massimo splendore nel Medioevo, quando il Colleoni lo traforma in borgo fortificato. L’importanza del borgo è testimoniata da numerosi monumenti, tra cui i poderosi portici, il castello e ben due conventi  

Storia

I primi insediamenti sul territorio comunale risalgono all’epoca romana. Numerose sepolture, con annessi corredi funerari comprendenti monete, utensili e suppellettili, evidenziano la presenza di numerose villae rusticae sparse, senza che si fosse sviluppato un vero e proprio borgo.

Dopo la caduta dell’impero romano i Longobardi si stabilirono sul territorio di Martinengo, come si evince dai ritrovamenti inerenti quel periodo, ed in particolar modo dal significato del toponimo: Martinengo, difatti sta a significare proprietà di Martino, con la caratteristica desinenza longobarda -engo. I nuovi colonizzatori, dopo la loro conversione al cristianesimo, vi fondarono alcuni edifici sacri dedicati al culto dei loro santi protettori, tra cui San Giorgio, Santa Agata e San Michele, ma soprattutto edificarono una cinta muraria comprensiva di castello, attorno al quale cominciò a svilupparsi un nucleo abitativo.

Con i Franchi, si verificò lo sviluppo del feudalesimo che segnò una nova epoca per il borgo di Martinengo.

Inizialmente assegnato dalla diocesi di Bergamo, venne presto messo sotto la giurisdizione della famiglia dei Gisalbertini. Questi posero la loro dimora nel castello longobardo, a cui apportarono sostanziali modifiche tra cui un fossato ed un’imponente terrapieno difensivo, a cui si poteva accedere tramite due ingressi: la Porta del Tombino (oggi porta Garibaldi) e la Porta del Bonovo (oggi porta Giovanni XXIII), rendendolo il centro della vita della popolazione. L’importanza che questa famiglia ebbe per il paese è ancora visibile nello stemma comunale in cui capeggia un’aquila rossa su sfondo oro, simbolo della famiglia, che ben presto sostituì il nome del casato con quello del paese stesso.

I conti Martinengo però, nel corso del XII secolo, decisero di trasferirsi nel vicino castello di Cortenuova, costruito in seguito alla concessione di quei territori da parte del vescovo di Bergamo Ambrogio Martinengo, loro parente. La loro partenza pose di fatto termine alla signoria nel paese, che acquisì l’autonomia comunale come testimoniato da documenti datati 1221.

Il XIII secolo si caratterizzò anche per un grande incremento demografico, dovuto in gran parte all’immigrazione di numerose famiglie in fuga dal vicino territorio di Cortenuova, borgo raso al suolo da Federico II nella battaglia di Cortenuova il 27 novembre 1237.

Dopo decenni di dispute con il ducato di Milano, la pace di Ferrara, il 5 maggio 1428, sancì il passaggio di Martinengo alla Serenissima, la quale diede in concessione i territori comunali al condottiero Bartolomeo Colleoni. Quest’ultimo vi costruì numerosi edifici, tra cui la Casa del Capitano, sua residenza nel paese, il monastero di Santa Chiara ed un convento francescano, nonché compì nuovi interventi sulla cinta muraria del borgo.

La dominazione veneta durò fino al 1797, anno nel quale vi subentrò la Repubblica Cisalpina che già nel 1815 venne sostituita dal Regno Lombardo-Veneto, inserito nell’Impero austriaco. L’ultimo avvicendamento avvenne nel 1859 quando Martinengo, unitamente al resto della provincia bergamasca, entrò a fare parte del Regno d’Italia. Da quel momento il comune di Martinengo ha visto una progressiva trasformazione del proprio territorio da prevalentemente rurale a piccolo centro industriale.

Da vedere

Castello di Martinengo

Portici medievali

Chiesa di Sant’Agata

Filandone

Convento dell’Incoronata

Monastero di Santa Chiara

Gastronomia – La Patata di Martinengo

Casa del Capitano

Rocca del XV secolo che si dice fosse l’abitazione martinenghese di Bartolomeo Colleoni

Palazzo Comunale e torre dell’orologio

Il Palazzo Comunale fu costruito nel XII secolo e poi modificato e integrato nel corso dei secoli. La Torre dell’Orologio presenta un orologio particolare che va dall’alba al tramonto.

Link Utili

Comune di Martinengo

Pro Loco di Martinengo

Biblioteca comunale