Filandone di Martinengo

Comune: Martinengo

Storia

La nuova filanda, meglio conosciuta come “il filandone”, per a sua imponente mole, è stata costruita tra il 1872 e il 1876 dalla famiglia Daina. La filanda portò grandi benefici all’economia locale riuscendo a dare possibilità di guadagno soprattutto alla forza lavoro femminile. Per l’inadeguatezza della struttura di fronte ai nuovi sistemi industriali e per la generalizzata crisi del settore, il complesso venne lentamente abbandonato nel secondo dopoguerra. Il complesso venne acquistato nel 1982 dal comune di Martinengo.

Nel 1976 il regista Ermanno Olmi vi girò alcune scene del film L’albero degli zoccoli.

Struttura

La struttura è uno dei migliori esempi di archeologia industriale di fine Ottocento.

L’edificio presenta la forma di un lungo e alto parallelepipedo di 8500 metri cubi, nel quale si aprono una doppia serie di grandi finestre ad arco acuto che illuminano l’ambiente interno. La costruzione esterna è prevalentemente in mattoni e intonaco. La filanda si sviluppa su tre piani: al piano interrato veniva convogliata l’acqua proveniente dalla roggia martinenga. L’acqua dava inizio al trattamento dei bachi che continuava al primo e al secondo piano, dove il ciclo si concludeva con la filatura.

L’impianto originario delle finiture esterne dell’edificio era costituito da cornici in cotto a vista, classico materiale ampiamente usato in Lombardia, che scandivano la struttura dell’edificio ed incorniciavano stesure di intonaco chiare.

Attualmente è sede della biblioteca di Martinengo.